Ecobonus 110%: perché ristrutturare conviene (a chi vende e a chi compra casa)

Data pubblicazione: 01-07-2020


Ecobonus 110%: perché ristrutturare conviene (a chi vende e a chi compra casa)

Impossibile per noi dello Studio Barone Raschi non parlare dell’Ecobonus 110%, che può rivelarsi molto interessante per tutti i proprietari che vogliono vendere casa e per tutti coloro che invece vogliono acquistare un immobile ma hanno paura di spendere troppo per ristrutturarlo.


Eh sì, il lockdown ha bloccato molte pratiche di compravendita, ma la riapertura, come vi dicevamo nel precedente articolo, ha decisamente stimolato le persone in campo immobiliare. In molti ora vogliono vendere la propria casa o acquistarne una nuova per ampliare gli spazi e/o ottimizzarli in vista di un presente (e un futuro) da smart workers o semplicemente perché la quarantena ha stimolato in loro voglia di rinnovamento.


Quando si parla di vendere casa (magari anche perché si è ereditato un immobile) o di acquistarla a buon prezzo, la “questione ristrutturazione” è sempre alquanto problematica, specialmente per i costi.


Ecco che in tal senso, però,  il Decreto Legge n. 34/2020 (“Decreto Rilancio”) introduce delle nuove detrazioni fiscali per agevolare gli investimenti che supportino la massimizzazione del rendimento energetico degli edifici esistenti (Ecobonus), ma anche la riduzione del rischio sismico per i territori più soggetti alle calamità o gli immobili davvero molto vecchi (Sisma Bonus).


Il provvedimento interessa le spese sostenute dall’1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.


Dove si trova il vantaggio?


Grazie al decreto,  l’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi, schermature solare e tutte quelle strutture che aiutano a ottimizzare il risparmio energetico possono essere incluse nelle detrazioni se eseguite insieme ad almeno uno degli interventi sottostanti:


 



  • Interventi per isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. La detrazione è calcolata su una spesa complessiva non superiore a 60.000€ moltiplicata per il numero delle unità immobiliari presenti.


 



  • Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti con impianti centralizzati a condensazione, a pompa di calore, ibridi, geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, microcogenerazione. La detrazione è calcolata su una spesa complessiva non superiore 30.000€ moltiplicata per il numero delle unità immobiliari presenti ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.


 



  • Interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti con impianti a pompa di calore, ibridi, geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, di microcogenerazione. La detrazione è calcolata su una spesa complessiva non superiore a 30.000€ ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.


 


Naturalmente il meccanismo è pensato principalmente per agevolare chi possiede un immobile all’interno di un condominio (così da alleggerire le spese), ma possono usufruire dell’Ecobonus anche gli Istituti delle case popolari, chi possiede un’abitazione unifamiliare e persino chi è proprietario di seconde case, a patto che si trovino all'interno di un condominio!


 



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